MOIAZZA ROCCIA TRA LUCE E MISTERO

25.50

Autore: SANTOMASO STEFANO
Editore: IDEA MONTAGNA EDIZIONI
ISBN: 9788897299042
Pubblicazione: 24/01/2014

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COD: 9788897299042 Categoria:

Descrizione

“La Moiazza è stata da sempre la montagna simbolo degli alpinisti di Agordo (riuniti perlopiù nel gruppo rocciatori GIR), i quali generazione dopo generazione hanno saputo sempre con modestia e lontano da clamori mediatici, misurare il loro intuito e la loro bravura tracciandovi innumerevoli difficili salite. Anche il sottoscritto è uno di loro.Avviato già nei primi anni di vita sulle cime più facili in groppa ai miei genitori, oggi, dopo più di trent’anni, dopo aver percorso queste rocce in lungo e in largo, dopo averle salite e discese centinaia di volte, rivedo spesso frammenti della mia infanzia specchiarsi ed infrangersi su queste rocce. E sorprendentemente i ricordi più forti non sono legati a corde, chiodi, moschettoni o a passaggi estremi e vie impossibili, ma ai raggi del sole che al mattino presto filtrano attraverso le strette fessure di un fienile svegliando i bambini, all’odore caratteristico dell’erba di montagna appena falciata, al battito ritmico di chi, dopo ore di duro lavoro, batteva affilando la lama della falce. D’estate si saliva faticosamente ai piedi della Moiazza, a Binatega, dove si rimaneva per una quindicina di giorni per fare il fieno che poi in autunno veniva portato a valle, che poi in inverno veniva dato alle mucche, e così ogni anno. E la Moiazza era lì, ogni giorno, che ci guardava, che ci ammirava, perchè con le nostre fatiche rendevamo le sue vesti ancora più belle; e noi bambini guardavamo Lei cercando di capire di che umore era, se splendeva il sole o se brontolava rumoreggiando con tuoni e fulmini.Oggi purtroppo quel mondo non esiste più. Gran parte di quel bucolico paesaggio costato tanto lavoro e fatica è ormai abbandonato a se stesso, per colpa principalmente della politica che, incapace di scelte forti a favore delle comunità locali, ha lasciato a se stessa l’agricoltura di montagna.Ma anche avvicinandosi alle rocce la situazione è più o meno desolante. Nei pressi dell’attacco della Ferrata Costantini è evidente un grande b